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Il
nostro cammino per conoscere le più importanti chiese di
Mazzarino comincia con la chiesa “Maria SS. del Mazzaro”, situata
all’ estremità orientale del corso cittadino, in “Piazza S. Maria
Maggiore”. La
chiesa fu fondata da Manfredi, conte di Policastro, intorno alla metà
del 1100. Nel 1693, in seguito ad un terremoto che colpì il paese, fu
distrutta e si ricominciò la ricostruzione nel 1760. La chiesa presenta
un’impronta architettonica di grande interesse: la pianta è a tre navate e le pareti sono riccamente
decorate. I prospetti rappresentano uno splendido esempio di barocco
siciliano. Le vicende storiche di questa chiesa sono legate al
ritrovamento di un quadro: il quadro della “Madonna del Mazzaro”. Si
narra infatti che intorno al 1125, un pastore scoprì in un sotterraneo
un quadro di legno nel quale era dipinta la Madonna con il bambino e
accanto a lei le due Sante siciliane: S. Agata e S. Lucia. Questo quadro
era stato sepolto, in seguito ad un editto sull'iconoclastia
(distruzione delle immagini sacre) emanato dal Papa Leone Isaurico. Il
popolo, dopo il ritrovamento del quadro, proclamò la Madonna del quadro
“Madonna delle Grazie” e patrona della città.
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Continuiamo il nostro
cammino lungo l’itinerario delle
Chiese mazzarinesi. Scendendo verso il Corso Vittorio Emanuele, nella
Piazza Colaianni, sorge la Chiesa di S. Domenico. Eretta nel 1480, essa
è ad una navata. Sull’Altare Maggiore si trova una telaraffigurante
la “Vergine del Rosario”, dipinta dal pittore Filippo Paladini. Di
pregevole valore è anche un’ antica statua della “Beata Vergine del
Rosario”, che consegna a S. Domenico la corona. Inoltre in uno degli
altari laterali della chiesa, vi è l’urna di vetro in cui si conserva
un Cristo morto, in pelle di addace (antilope africana) a misura
d’uomo, che il Venerdì Santo viene innalzato sulla Croce nella Chiesa
del Calvario. Di fronte alla Chiesa c’è una piazzetta con un giardino
al centro della quale si ergeva in passato una croce, oggi sostituita
dalla statua della Madonna di Lourdes.
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Procedendo verso il Corso Vittorio Emanuele nella Piazza
A. Monterosso (piazza della Matrice) si trova la grande chiesa Madre,
intitolata a “S. Maria della Neve”. Voluta dal Principe Carlo Maria
Carafa alla fine del XVII sec. e progettata dall’Architetto Angelo
Italia, fu terminata, dopo diverse interruzioni, nel 1844. Il prospetto
è di sapore tardo cinquecentesco e contiene influssi barocchi. Esso è
rimasto incompleto, infatti le nicchie dovevano essere riempite da
statue che mancano. All’
interno la Chiesa è divisa in tre navate e contiene diverse opere
d’arte. Sull’Altare Maggiore troneggia una grande ed antica tela
della “Madonna della Neve”, che si fa ammirare per la sua imponenza
e l’effetto dei suoi colori. Inoltre ai lati del presbitero vi è un
“coro” scolpito in legno da Santi Rigano, con bassorilievi
raffiguranti scene tratte dal Vecchio e dal Nuovo Testamento. Nella navata di sinistra degno di nota è l’Altare
dedicato al SS.mo Sacramento, intarsiato di cristalli dorati e colorati.
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Sul lato Nord della Chiesa “S. Maria della Neve”, in
Via Gallo si trova la chiesa del “SS. Crocifisso dell’Olmo”. La chiesa ha origini antichissime, risalenti al V sec.
dell’era cristiana. Fu restaurata dai Normanni e dedicata alla
“Madonna dell’Itria”. Distrutta da un terremoto nel 1693, fu
ricostruita per volontà del marchese Filippo Bivona, come testimonia
una lapide posta
all’interno. In stile SiculoNormanno, presenta una pianta divisa in
tre navate, particolarmente pregevole è il campanile con copertura a
tronco di cono, rivestito di maioliche. La
Chiesa conserva all’interno un prezioso Crocifisso in legno, di
origine Normanna, custodito dentro una portantina di ferro battuto, del
peso di 14 quintali. Al
“Crocifisso dell’Olmo” è legata la “Confraternita della Bara”
costituita nel 1881, essa è formata da circa 100 uomini, che in
occasione della Festa del Crocifisso dell’Olmo (la prima domenica di
Maggio) portano la “Bara” in processione. La
definizione di “Signore dell’Olmo”, si deve ad una leggenda. Si
narra che dei ladri volevano rubare il prezioso Crocifisso. Uno dei
ladri, avendo con sé un grosso bastone d’olmo, lo piantò nel
terreno, davanti alla chiesa, per avere le mani libere. Dopo aver preso
il Crocifisso, i ladri uscirono
dalla chiesa, ma con loro grande meraviglia, al posto del bastone
trovarono un grande albero di Olmo, cresciuto miracolosamente.
Spaventati per il prodigio, lasciarono tutto e fuggirono via.
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Chiesa di S. Ignazio e collegio dei Padri Gesuiti |
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Sulla
destra del Corso Vittorio Emanuele, a scendere, immettendosi nella Via
Concezione, si incontrano il collegio dei Padri Gesuiti con l’annesso
convento e la Chiesa di S. Ignazio. Il
complesso gesuitico fu voluto e finanziato da Carlo Maria Carafa.
E probabile che al progetto del complesso partecipò l’architetto
gesuita Angelo Italia, visto che in quel periodo lavorava per la
realizzazione della Chiesa Madre “S. Maria della Neve”. |
Proseguendo
per la Via Concezione, sulla strada che porta al Castello, troviamo nel
“Piazzale Concezione” la Chiesa della “Immacolata Concezione”.
Essa risale al XVII sec., probabilmente su impianto precedente.
All’interno della Chiesa si può ammirare una preziosa pala dipinta
dal Paladini, in cui è raffigurata una dolce Madonna protesa verso
l’autoritratto dell’autore nelle vesti di S. Francesco. |
Proseguendo per Via Castelvecchio proprio ai piedi del castello troviamo la Chiesa del “SS. Crocifisso dei Miracoli”.Essa risale al XVI sec., su precedente impianto del XII-XIII sec
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Accanto alla chiesa del “SS. Crocifisso dei Miracoli” sempre ai piedi del castello, troviamo la Chiesa di 5. Francesco di Paola. La chiesa risale ai primi decenni del 1300. Essa è piccola e a pianta centrale con tre absidi. Di originario impianto bizantino, doveva essere la cappella privata del vicino castello. In seguito fu incorporata al convento dei Padri Carmelitani e fu successivamente concessa, insieme al vicino convento, agli Eremiti di S. Corrado.
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Chiesa di Santa Maria del Carmine e convento dei Padri Carmelitani |
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Ritornando al Corso Vittorio Emanuele,
all'altezza di Piazza Vittorio Veneto, sulla destra sorge la
"Chiesa del Carmine", con annesso il maestoso convento dei
Padri Carmelitani,oggi sede del Palazzo Comunale. La chiesa è a croce
latina con ornamenti barocchi. All’interno la chiesa offre al
visitatore opere di notevole pregio artistico.L’altare Maggiore è
riccamente decorato da marmi policromi e la cupola presenta degli
affreschi del pittore Guglielmo Borremans. All’esterno si ammirano
l’imponente torre campanaria, la porta bronzea e il portale.
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Continuando
lungo il Corso principale incontriamo la “Chiesa di Santa Lucia”.
Essa risale al XVII sec. ed è l’unica chiesa recintata da una grata
di ferro. La facciata è semplice ed è costituita da un portale e da
una finestra. La chiesa è legata ad una singolare tradizione
mazzarinese che si celebrava in occasione della festa di Santa Lucia (13
dicembre). Questa consisteva nel portare una pietra a Santa Lucia per preservare la vista da malattie. Si
raccoglievano le pietre per le strade del paese e si disponevano sul
sagrato della chiesa. |
Ad Ovest del paese, proprio all’inizio del Corso
principale si trova la Chiesa “S. Maria di Gesù”. La
chiesa risale al 1425. Essa è
ad una sola navata ed ha un imponente Altare Maggiore, in legno decorato
e vetri colorati e quattro altari laterali. La chiesa inoltre conserva
uno splendido armadio a cassettoni in legno di noce massiccio, opera di
eccezionale raffinatezza artigianale del mazzarinese Felice Farruggia,
di chiaro gusto barocco. |
Nella parte Sud-Ovest della città, in via Mallia, si trova la chiesa di “S. Maria delle Lacrime”. La costruzione della Chiesa risale al 1638. La chiesa è a pianta circolare. Al suo interno contiene degli affreschi sulle virtù teologali (Fede, speranza, carità), ritenuti dell’artista Luigi Borremans |
A Sud, in Piazza Spirito
Santo si trova la
“Chiesa Spirito Santo”. Costruita nel XVII sec. essa è un edificio
nobile ed elegante nella sua semplicità, che sembra voler raccogliere a
se le cose intorno, delimitando una piccola piazza.
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Sempre a Sud della città in Via S. Giuseppe, troviamo la “Chiesa di S. Giuseppe”. Essa risale al XVII sec. E’ fornita di una torre campanaria, la cui guglia conica di vario colore ricorda sicuramente quella della “Chiesa del signore dell’Olmo”. |
Il
complesso conventuale dei Cappuccini sorge a Sud-Ovest, all’esterno
della città. La Chiesa fu edificata agli inizi del XII sec. e per un
certo periodo ospitò i frati francescani. La struttura architettonica
riprende lo stile monacale con le celle che si affacciano sul chiostro
interno. Al centro del
chiostro esiste un pozzo costruito con pietre scolpite e circondate dai
rami di una pianta eccezionale, un rogo senza spine. Di questa
specie, ne esistono solo due: uno ad Assisi ed uno a Mazzarino. Molti
hanno cercato di trapiantarlo ma non ci sono riusciti. All’interno è
conservata un’opera di pregevole fattura: l’Altare Maggiore
realizzato da frate Angelo Gagliano. Esso è costruito in legno di
ciliegio e olivo intarsiato di madreperla, tartaruga, osso, avorio e
radici di rosa. Annessa alla chiesa vi è la biblioteca che ospita circa
12.000 volumi, tra cui alcuni antichissimi.
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